Migliorare la riscossione è la struttura portante del “Patto per Napoli” che vale 1,2 miliardi. Sottoscritto dal sindaco Gaetano Manfredi e dall’allora premier Mario Draghi nell’aprile del 2022. Da allora, dal Patto, Palazzo San Giacomo ha incassato già oltre 600 milioni. Un credito arrivato anche grazie a Nov - Napoli obiettivo valore, il Presidente è Luca Bianchi - la Società di Progetto, interamente partecipata da Municipia SpA, che Manfredi ha voluto affiancasse il Comune nella gestione delle entrate tributarie. Nello specifico la Tari, la tariffa per il servizio rifiuti e l’Imu. Che ha portato in quasi tre anni la bellezza di 304 milioni. Quindi, dal 2022, quando sul groppone il Comune aveva un debito complessivo di oltre 5 miliardi, nella sostanza era fallito, sono arrivate risorse fresche per 900 milioni. Ma è il meccanismo del Patto che si regge sul principio «più il Comune incassa dalla riscossione e più soldi restano sul territorio» ad avere innescato la svolta virtuosa.

Nov, ieri in Prefettura, in occasione dell’evento Ansa “Italia innovativa” ha fatto il bilancio della riscossione. «A tre anni dall’inizio dell’attività di accertamento e riscossione, Nov - si legge nella nota della Società - ha complessivamente lavorato oltre 1,96 milioni di pratiche di entrate tributarie ed extratributarie, per un valore complessivo di oltre 1,74 miliardi. A fronte di questi numeri, gli incassi complessivi ammontano a oltre 304 milioni». Nov, va ricordato, ha un contratto che scade tra 7 anni, al termine dei quali dovrà incassare 1 miliardo. Il ritmo degli incassi, a oggi, è superiore alla media che era stata messa in conto alla stipula del contratto, cioè potrebbe raggiungere il traguardo del miliardo in anticipo. «Per quanto riguarda gli accertamenti, gli incassi complessivi sono pari a quasi 127 milioni. Da segnalare i dati legati all’evasione. In particolare, l’evasione Tari mostra un tasso di riscossione del 31,4% e oltre 43 milioni incassati, mentre l’evasione Imu genera quasi 24 milioni di incassi». L’evasione fotografa il dato di chi era sostanzialmente sconosciuto, non esisteva nei registri tributari del Comune. Quindi, il recupero del 31 per cento dell’evasione significa l’allargamento della platea dei contribuenti che consentirà maggiori incassi. E che potrebbe portare a breve all’abbassamento della tariffa. Nella sostanza, quell’antico motto “Pagare tutti pagare meno” a Napoli dovrebbe trovare uno sbocco positivo. «Un ruolo centrale - prosegue la nota - è svolto anche dalla riscossione coattiva: oltre 1,21 milioni di posizioni lavorate, per un valore complessivo di circa 890 milioni, che si traducono in oltre 177 milioni di euro incassati». Una performance alle nostre latitudini mai vista prima e che ha un significato che val al di là dei numeri: i napoletani le tasse le pagano ma devono avere un interlocutore valido, che ascolta le istanze di chi deve pagare e da soluzioni. Tornare nella legalità è l’obiettivo dei cittadini tutti. Le misure introdotte con il Patto e quindi con Nov stanno dando risultati importanti sulla condizione finanziaria dell’Ente. Il disavanzo alla fine del 2021 era di 2,2 miliardi nel 2025 è sceso a 1,4 miliardi con un recupero di 808 milioni. Il debito era di 2,8 miliardi e nel 2025 si è attestato sui 2 miliardi con un recupero complessivo tra disavanzo e debito di 1,6 miliardi. «Una parte di questa ingente somma - si legge nella relazione di accompagnamento all’ultima manovra di bilancio di marzo dell’assessore alle finanze Pier Paolo Baretta - è servita per triplicare gli investimenti sulla città. Grazie ai 600 milioni già erogati dallo Stato con il Patto». Gli incassi della riscossione hanno mitigato l’impatto delle manovre finanziarie dell’Ente. Quanto è costato ai napoletani il Patto? Tra le misure adottate dal Comune, l’aumento dell’addizionale Irpef passata dallo 0,8% all’1% nel 2024 con però l’esenzione estesa fino a 12mila euro di reddito. E dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco che non pesa nelle tasche dei cittadini e, «non ha influito sul traffico passeggeri che anzi registra un incremento del 7% tra il 2023 e il 2025».