Bitcoin vicino a 62.000 dollari tra tensioni USA-Iran e Fed, mentre tokenizzazione e stablecoin avanzano con banche globali e banche centrali.
di Redazione Soldionline
Le criptovalute iniziano la settimana in calo, con Bitcoin vicino a 62.000 dollari in un contesto di forte avversione al rischio sui mercati globali. Le nuove tensioni tra USA e Iran, i timori su possibili mosse sullo Stretto di Hormuz e i segnali di una possibile stretta monetaria della Federal Reserve stanno pesando sia su azioni sia su asset digitali.
Bitcoin tra geopolitica, Fed e fine del panic selling?
Secondo diversi analisti, la correzione delle ultime ore è legata a un mix di fattori macro: rinnovate ostilità in Medio Oriente, dichiarazioni dell’ex presidente Donald Trump sul possibile “blocco” dello Stretto di Hormuz e commenti del governatore Fed Christopher Waller che hanno riacceso l’ipotesi di un nuovo rialzo dei tassi. In parallelo, gli indici azionari asiatici hanno accusato il colpo, con il Kospi sudcoreano in calo di oltre il 9% e circa 253 milioni di dollari di posizioni crypto a leva liquidate in poche ore.








