Un normale controllo della vista ha cambiato per sempre la vita di Jez Bridges: l’esame ha individuato un minuscolo neo nell’occhio sinistro, rivelatosi un melanoma oculare che si è poi diffuso al fegato.
Un normale controllo della vista ha evidenziato un piccolo neo nell'occhio, portando alla diagnosi di melanoma uveale, una forma di tumore intraoculare ad alto rischio di metastasi.
Quando è andato dal suo ottico per un normale controllo della vista, Jez Bridges non immaginava che quell’esame avrebbe portato alla diagnosi di un tumore in fase terminale. Era luglio dello scorso anno quando il 59enne inglese, padre di quattro figli, si era sottoposto alla visita oculistica di routine, durante la quale gli era stata proposta anche una tomografia a coerenza ottica (OCT) per osservare l’interno dell’occhio. Non aveva alcun sintomo né motivo di pensare che ci fosse un problema, ma l’esame aveva evidenziato un minuscolo neo nell’occhio sinistro, che si è poi rivelato un melanoma uveale, una forma di tumore intraoculare ad alto rischio di metastasi.
Nel caso di Jez, dopo la radioterapia protonica effettuata nel settembre 2025, sembrava però che il peggio fosse passato. Pur sapendo che alla fine avrebbe perso la vista dall’occhio colpito, lui e la sua famiglia erano convinti che il trattamento avesse funzionato e che la vita potesse finalmente tornare alla normalità. Il melanoma oculare diffuso al fegato Tutto è però cambiato alla prima risonanza magnetica di controllo, eseguita a marzo di quest’anno. Jez ha scoperto che il melanoma si era diffuso al fegato ed era ormai al quarto stadio, in fase terminale. L’unica opzione rimasta per cercare di rallentare la malattia è la chemiosaturazione, un approccio innovativo, altamente intensivo, non offerto dal Servizio Sanitario Nazionale (NHS) del Regno Unito, ma disponibile privatamente a un costo di circa 40.000 sterline a seduta, pari a circa 46.000 euro.







