Secondo l'ultimo rapporto dell'Organizzazione meteorologica mondiale (World meteorological organization, Wmo), alcune regioni del pianeta, tra cui la Cina e la fascia di confine tra Stati Uniti e Messico, hanno registrato nel corso del 2025 tempeste di sabbia e polvere di intensità senza precedenti. Questo preoccupante fenomeno meteorologico, pur mantenendo una media globale di concentrazione di polveri del tutto in linea con quella rilevata nel 2024, ha provocato gravissimi impatti sulla salute delle popolazioni, sull'ambiente circostante e sulle attività economico-sociali dei territori interessati, arrivando a paralizzare temporaneamente i trasporti terrestri e i voli aerei. Ogni anno si stima che circa 2000 milioni di tonnellate di polvere vengano immesse direttamente nell'atmosfera terrestre, viaggiando poi per migliaia di chilometri attraverso continenti e oceani, originandosi soprattutto in vaste aree aride e semiaride come il Sahara, il Gobi e il deserto arabico.

Sebbene il sollevamento delle polveri costituisca un processo prevalentemente naturale, l'azione antropica legata a una cattiva gestione del suolo e delle risorse idriche, unita alla siccità prolungata e al complessivo degrado ambientale, ne sta amplificando sensibilmente la frequenza e la pericolosità. La segretaria generale della Wmo, Celeste Saulo, ha evidenziato come queste tempeste minaccino direttamente la sicurezza alimentare riducendo la produttività agricola, danneggino gli ecosistemi fragili e mettano a dura prova i sistemi energetici e idrici mondiali. Ha dichiarato in un messaggio pronunciato in occasione di un evento tenutosi presso la sede delle Nazioni Unite a New York il 10 luglio, in vista della Giornata internazionale di lotta contro le tempeste di sabbia e polvere del 12 luglio. «Le tempeste di sabbia e polvere incidono sulla qualità dell’aria e sulla salute umana. Riducono la produttività agricola, compromettono i trasporti e il traffico aereo, mettono a dura prova i sistemi idrici ed energetici e danneggiano gli ecosistemi. Nessun Paese è immune dai loro effetti. Poiché le tempeste di sabbia e polvere e le siccità non conoscono confini, la cooperazione internazionale è essenziale. Il rafforzamento delle osservazioni condivise, dello scambio di dati e delle capacità di previsione a livello regionale consente a tutti i paesi — in particolare a quelli più vulnerabili — di beneficiare dei progressi scientifici e dei sistemi di allerta precoce».