Investire i denari dedicati alla difesa in commesse a vantaggio delle industrie europee, con un obiettivo comune che vada al di là della contingenza ucraina. Così facendo si potrà ottenere sia una coalizione industriale e politico-militare che nutra le commesse derivanti dalla riforma europea per l’ammodernamento delle proprie difese, sia rafforzare il ruolo dell’Ue all’interno degli scacchieri mondiali attuali

Il sesto vertice dei volenterosi in tre settimane si apre con un ping pong dialettico sull’asse Parigi-Mosca. Mentre il presidente francese Emmanuel Macron annuncia che la Francia e gli europei sono pronti a difendere la libertà e il diritto anche “a costo del sangue se necessario”, il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha definito quella dei volenterosi “una coalizione di istigatori di guerra”. Schermaglie che raccontano sia il nervosismo russo per le perdite subite e le difficoltà “alla pompa di benzina”, sia la consueta verbosità dell’Eliseo in un momento in cui comunque il quadro sta cambiando, anche grazie alla modernizzazione industriale della difesa di Kyiv, su cui l’appoggio europeo e atlantico è immutato, come emerso anche dalle dichiarazioni finali del recente vertice Nato di Ankara.