di
Simona Marchetti
La 44enne cantante ha affidato a una storia su Instagram un lungo sfogo, nel quale è tornata a parlare dei 15 anni di conservatorship, durante i quali ogni decisione che la riguardava veniva presa da altri
Dal 2021è tornata finalmente padrona della sua vita, ma quei 15 anni di conservatorship - durante i quali ogni decisione che la riguardava, anche una semplice vacanza, veniva presa dal padre Jamie - restano ancora una ferita aperta per Britney Spears. “Sono stata sotto tutela per 15 anni, mentre le mie amiche viaggiavano anche dieci volte al mese”, ha scritto infatti la cantante in un recente sfogo su Instagram, ricordano che l’unico viaggio che le era concesso era a Maui una volta l’anno, insieme ai suoi due figli. “Non potevo decidere di volare a New York dopo uno show a Las Vegas, come faceva Christina Aguilera. La mia famiglia sapeva dove mi trovavo in ogni singolo momento della giornata”, ha continuato Britney, puntando ancora una volta il dito contro la famiglia e la madre in particolare, colpevole ai suoi occhi di non averla mai difesa dal padre quando il controllo di quest’ultimo sulla sua vita si era fatto a suo dire insostenibile.
“La incolpo per non aver mai detto a mio padre: “Lasciala uscire con le sue amiche, lasciala vivere invece di trattarla come una schiava”, ha confessato la popstar, ammettendo di non riuscire a perdonare “chi ha ucciso la parte migliore di una persona, la sua anima”. Nello sfogo social Spears ha volutamente fatto trasparire tutta l’amarezza per il paradosso che ha vissuto, sottolineando come il comportamento così rigido e restrittivo impostole dalla sua famiglia avveniva proprio mentre lei arrivava all’apice del successo. “È assurdo pensare che, dopo aver dato il meglio di me nella mia carriera, continuassi a essere punita. Forse stavo diventando una vera star ed era questo a rappresentare una minaccia per la mia famiglia?”, si è chiesta non a caso la 44enne artista che, malgrado siano passati cinque anni dalla sua “liberazione”, ha ammesso di sentirsi ancora giudicata e osservata, al punto da essere etichettata come “pazza” anche per i gesti più normali, come ad esempio una semplice corsa in auto, che è diventata il pretesto più recente per avanzare nuovi dubbi sulla sua sanità mentale.






