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Redazione Università
Dopo il record di bocciature dell'anno scorso, il primo appello scivola al 10 dicembre, il secondo all'11 gennaio. Più tempo anche per rispondere ai test, (5 minuti) che restano fissati in un unico giorno per tutte e tre le materie: Chimica, Fisica e Biologia. Gli studenti che ritentano l'esame e vanno peggio della prima volta non saranno più penalizzati
Attesa finita per decine di migliaia di aspiranti camici bianchi. Il Ministro dell'Università Anna Maria Bernini ha firmato il decreto per l'anno accademico 2026/2027 che conferma l'impianto del cosiddetto «semestre filtro» di Medicina - accesso libero ai corsi di Fisica, Chimica e Propedeutica Biochimica e Biologia con sbarramento rinviato in un secondo momento - ma introduce alcune novità frutto anche del confronto con gli studenti che, dopo il record di bocciature registrate l'anno scorso, chiedevano più tempo sia per seguire i corsi che per prepararsi agli esami. E sono stati accontentati: il primo appello infatti si svolgerà il 10 dicembre e il secondo scivola dopo le feste di Natale, all'11 gennaio (l'anno scorso erano stati fissati rispettivamente il 20 novembre e il 10 dicembre).
Non sono state accolte invece le richieste di chi sosteneva che sostenere tre esami in un giorno, in tre materie fondamentali come la Fisica la Chimica e la Biologia, fosse troppo oneroso. L'unica concessione fatta riguarda la pausa fra un test e l'altro: mezzora invece di un quarto d'ora. Anche sulla durata dell'esame c'è stato solo un piccolo ritocco: le domande restano 31, il tempo a disposizione 50 minuti invece di 45. Le lezioni dovranno finire al massimo dieci giorni prima del primo appello, quindi entro la fine di novembre: di fatto i professori avranno tre settimane in più per svolgere il programma. Gli esiti del primo appello si sapranno già prima delle feste, il 23 dicembre, quelli del secondo il 20 gennaio.












