L'amministrazione Trump ha ridotto le tutele previste dall'Endangered Species Act, limitando la definizione di "danno" alle specie protette. La decisione potrebbe aprire la strada a trivellazioni, miniere e nuove costruzioni anche negli habitat degli animali a rischio di estinzione
Una delle tutele più importanti previste dall’Endangered Species Act (ESA), negli States, sta per essere smantellata e indovinate un po’ da chi? Da Donald Trump, ovvio, che sta per gettare alle ortiche, di fatto, la storica legge che dal 1973 protegge le specie minacciate di estinzione.
Con una nuova norma, infatti, il tycoon intende cancellare una interpretazione in vigore da oltre cinquant’anni che considerava illegale non solo uccidere o ferire direttamente un animale protetto, ma anche distruggere il suo habitat.
Siamo di nuovo di fronte, insomma, a uno dei più gravi arretramenti nella tutela della biodiversità di stampo trampiano degli ultimi decenni, destinato a favorire trivellazioni petrolifere e di gas, attività minerarie, agricoltura intensiva, sviluppo immobiliare e altri interventi in aree finora sottoposte a particolari restrizioni.
Cosa cambia con la nuova norma










