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Le due aziende presentano Lightwell, piattaforma AI per la correzione delle vulnerabilità nell'open source. Oltre 6.500 dipendenze già certificate e un investimento da 5 miliardi di dollari.

Nuovo progetto di Ibm e Red Hat: la piattaforma Lightwell automatizza la chiusura delle vulnerabilità nelle dipendenze software, senza imporre aggiornamenti invasivi. L’obiettivo è quello di ridurre il rischio per le imprese che sempre più usano applicazioni connesse a dipendenze open source.

L'open source, infatti, rappresenta oggi la spina dorsale dello sviluppo software moderno, ma è anche uno dei punti più delicati della sicurezza informatica. Secondo Ibm e Red Hat, fino al 90% del codice delle applicazioni enterprise è costituito da componenti open source e, nel solo 2025, questi hanno registrato 9.800 miliardi di download. Parallelamente, le codebase aziendali contengono in media 581 vulnerabilità, mentre la disponibilità di exploit generati dall'Intelligenza Artificiale sta aumentando la pressione sui tradizionali processi di patch management.

Per rispondere a questo scenario, la due società (una controllata dell'altra) hanno annunciato Lightwell, una piattaforma che sfrutta l'AI per automatizzare la correzione delle vulnerabilità software su larga scala, con l'obiettivo di rafforzare la fiducia nell'open source anche nell'era dell'Intelligenza Artificiale.