Non hanno mai lavorato insieme, ma tanti dj sparso in tutto il mondo amano mixare le loro canzoni e sovrapporle, come se fosse una prassi inevitabile. Bruno Mars (il 14 e 15 luglio a Milano, San Siro) e Bad Bunny (17 e 18 all’Ippodromo Snai La Maura sempre a Milano) accenderanno la settimana dei concerti in Italia. Dopo la sbornia dei big italiani, i concerti di Jack White, Gorillaz e Florence and the Machine, il rock pesante degli I-Days, solo per citare alcuni dei super eventi delle ultime settimane, l’Italia diventa la capitale del pop globale.
Bad Bunny infiamma Madrid: nella "casita" anche Chiara Ferragni e Ester Expósito
Mars era assente dalle scene da quasi dieci anni, ma i fan non lo hanno certo dimenticato: 2.1 milioni di biglietti messi in vendita per il suo tour mondiale sono stati venduti in meno di 24 ore. Se non è un record, poco ci manca. E anche a Milano la grande richiesta ha spinto gli organizzatori a raddoppiare la data. Dopo la lunga pausa, Mars è rientrato in pista piazzando due singoli clamorosi come APT. con la cantante k-pop Rosé e soprattutto Die with a smile con Lady Gaga che l'ha riportato anche in testa alle classifiche Billboard.
Se Mars è considerato l’erede diretto della tradizione r&b – funk di Michael Jackson, Prince e James Brown, Bad Bunny è la figura più influente del pop mondiale. Sei Grammy Awards, 17 Latin Grammy, 8 American Awards, una esibizione al Superbowl che è diventata il simbolo della “resistenza” al metodo Trump: il portoricano Bad Bunny è il simbolo della rivincita dei latini sul razzismo dilagante negli Stati Uniti, oltre che del trionfo di uno stile musicale che ormai trascende i confini di genere. La sua vittoria ai Grammy nella categoria album dell’anno con Debí Tirar Más Fotos ha segnato una rivoluzione epocale nel mondo dell’industria musicale.










