Sulla ricostruzione di Caracas, La Guaira e dintorni dopo il terremoto è già inciso lo Scudo di David. Al punto che la fase operativa della Gran misión Venezuela renace, lanciata il 7 luglio dalla presidente Delcy Rodríguez, è ora nelle mani della missione tecnica delle Idf (Israeli defence forces) presente a Caracas. La Gran misión fa da cornice al progetto attuativo israeliano, stilato dai 32 uomini del brigadiere generale Elad Edri, che s’intitola Project for the reconstruction of the future. Il piano è stato formalmente recepito da Rodríguez lo scorso 8 luglio, a Palazzo di Miraflores, a un incontro al quale hanno preso parte il generale Edri e il ministro israeliano degli Esteri Gideon Sa’ar, collegato da remoto. Terminato il vertice, il ministero degli Esteri israeliano ha esteso, per due settimane, la permanenza della delegazione di Tel Aviv nel Paese. Il tutto “su richiesta” di Rodríguez e con la finalità di “avviare l’implementazione del Piano di ricostruzione elaborato da esperti israeliani”. A sua volta, la stessa Rodríguez ha confermato l’attivazione di Tel Aviv nel Paese, attraverso “un gruppo altamente preparato e professionista che fornisce un sostegno tecnico fondamentale per valutare la stabilità delle nostre città”. Lontani i tempi in cui la stessa Rodríguez denunciava che il blitz Usa del 3 gennaio – in cui fu catturato l’ex presidente Nicolás Maduro – aveva “tinte sioniste” ed era stato eseguito “sotto falsi pretesti” per “impossessarsi delle risorse naturali” di Caracas.