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Uno greatest hits dal vivo per celebrare 25 anni di carriera di un artista straordinario che involontariamente diventa anche la migliore risposta alla stupidità dei social e degli hater che all'inizio della tournée lo avevano preso di mira. Tiziano Ferro sceglie Messina e lo stadio "Franco Scoglio" (sold out) per chiudere il suo tour, quello che gli ha consentito di riabbracciare il suo pubblico dopo tre anni difficili. "Buonasera Messina, buonasera Sicilia. Questo è il posto più giusto per chiudere il tour. Qui c'è tutto. Questa è stata la prima data sold out, ragazzi cioè ma che vi devo dire di più". E lo ha fatto alla grandissima: tirato a lucido e con quel talento che lo ha visto viaggiare tra le emozioni vissute dal 2001 in poi, da quella Xdono che ha fatto iniziare una storia d’amore arrivata fino a oggi. Un concerto bellissimo - lo diciamo subito - in cui l’alternanza tra ballad e uptempo non ha fatto minimamente percepire momenti di stanchezza dall’inizio alla fine e che ha raccontato le sue molte anime musicali, dal r’n’b degli inizi al pop fino al sound più urban dell’ultimo progetto.

Al centro di tutto le canzoni, anzi, le hit per due ore di musica e 32 brani per ripercorrere insieme la carriera di Tiziano che inizia con “Sono un grande”, la title track del suo ultimo album in studio. “Ingoiavamo cemento prima di dormire e nel timore di restare soli non dicevamo una parola”. Racconta di sé e della sua storia, che si fa storia di tutti. Si prosegue nel solco della sua ultima produzione con “Cuore rotto” e “Fingo&spingo”, per poi virare verso la sua Itaca con “Accetto miracoli”, molto sentita ed emozionante, e con “La differenza tra me e te”, fino al suo debutto discografico prima con con “L’olimpiade”. Qualche settimana dopo Max Pezzali si ripete la storia: è un vero e proprio karaoke sotto il cielo dello Stretto. La serie con “Il regalo più grande” e “Ti scatterò una foto”, seguite da “Sere nere”, “Non me lo so spiegare”, “Indietro”, “L’ultima notte al mondo” e “L’amore è una cosa semplice” è la conferma che concerti del genere, dove tutti sanno le canzoni e le cantano, possono farli solo grandi artisti: perché per fare gli stadi bisogna scrivere canzoni che rimangono nel tempo. Tiziano Ferro non è un artista che si difende dall’emozione, e il pubblico lo sa. Canta attraversando i suoi dolori e la sincerità è quasi sconfortante. Andata e ritorno con il sorriso e le lacrime.