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Giuseppe Di Bisceglie

Commozione ad Andria per la celebrazione del decennale del disastro ferroviario. Il Presidente saluta le famiglie

Dieci anni non sono bastati ad attenuare il dolore. Lo si è percepito negli sguardi dei familiari delle 23 vittime della strage ferroviaria del 12 luglio 2016, nei silenzi che hanno accompagnato la cerimonia e nelle parole pronunciate davanti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tornato ad Andria dopo 10 anni per condividere ancora una volta il lutto di un territorio. La sua presenza è stata il gesto istituzionale più forte di una commemorazione che ha unito memoria, vicinanza e il richiamo a una sicurezza che non può più conoscere ritardi.

Tra i momenti più intensi c'è quello vissuto da Vincenzo Tedone, padre di Francesco Ludovico, il diciassettenne di Corato morto due giorni dopo il rientro da un'esperienza di studio in Giappone. Avvicinandosi, il Capo dello Stato lo ha salutato e gli ha detto: «Il tuo figliolo ti è sempre vicino». E allora Tedone si è rivolto così al Capo dello Stato: «Presidente, si ricorda di me». Mattarella senza esitazione: «Sì, il piccolo giapponese».