Roma, 12 lug. (askanews) – La “mini” stretta monetaria operata finora dalla Banca centrale europea è bastata a far risalire i tassi sui nuovi mutui in Italia ai massimi da quasi due anni a questa parte. A maggio, infatti, il tasso annuale effettivo globale (Taeg) sui nuovi prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni ha raggiunto il 3,959%.

Per trovare un livello analogo o superiore, bisogna tornare indietro fino al all’agosto del 2024, in cui questa voce si attestava al 4,0962%, secondo le tabelle della Banca d’Italia.

Eppure all’epoca lo stesso livello di riferimento dei tassi Bce – il tasso sui depositi – era a valori nettamente superiori: il 3%. Attualmente, a seguito del rialzo da 0,25 punti percentuali effettuato a giugno, il tasso sui depositi della Bce si attesta al 2,25%. In questo caso si tratta del livello più elevato da poco più di un anno: dall’aprile del 2025.

Al tempo stesso, sempre secondo i dati della Banca d’Italia, i tassi di interesse sui depositi (conti correnti passivi) delle famiglie restano a un limitato 0,1733%, livello sostanzialmente in linea con quello dei mesi precedenti risalendo fino al luglio del 2025. Nell’agosto del 2024, invece, questa voce si attestava uno 0,366%, sempre un livello ridotto, ma leggermente superiore a quello attuale.