Magari sarà incoerente su altri fronti, ma almeno su quello della divulgazione degli X-Files relativi agli Ufo (o Uap, Unidentified Anomalous Phenomena, fenomeni anomali non idenficati) il presidente Trump mantiene una linea precisa. Aveva promesso che la sua amministrazione avrebbe reso pubblici documenti con una cadenza regolare – in linea di massima ogni due settimane, sempre di venerdì – e così il 10 luglio scorso è stato il momento della quarta tranche del dossier. Si tratta di 40 elementi, così ripartiti: 14 documenti, 19 video e altre 4 registrazioni audio, 3 immagini. I files non provengono solo dal Pentagono, o dalla Nasa, dalla Cia, dall’Fbi o dal dipartimento dell’Energia. Siamo infatti in presenza anche di materiale storico, riprese a infrarossi e testimonianze di soldati abituati a riconoscere velivoli, palloni e fenomeni naturali. Non sono dunque eventi banali né liquidabili con un’alzata di spalle, se è vero che un militare della Us Navy, a distanza di 28 anni da quanto ha vissuto, si è confidato e ha ammesso di aver osservato «qualcosa di diverso da qualsiasi cosa avessi mai visto».
Sono almeno sei i casi che hanno incuriosito più di tutti. Eccoli con un rapido riassunto. Uno dei documenti «top» e più inquietanti riguarda un’incursione che si è verificata nel settembre del 2015 sopra Pantex, l’impianto di armi nucleari vicino ad Amarillo (Texas). Va ricordato che avvistamenti di oggetti dalla natura inspiegabile sono già avvenuti varie volte nel passato su varie basi e sono un aspetto classico della narrazione ufologica. Secondo gli atti del Dipartimento Energetico, due agenti provarono a seguire un oggetto non identificato mentre il sito era stato posto in isolamento. Non riuscirono però a raggiungerlo, quindi si fermarono, scesero dalla loro auto e proseguirono a osservarlo con il binocolo. L’Ufo non era rumoroso e non pareva disporre di sistemi visibili di propulsione. Dopo qualche minuto se ne andò via, ma la sua comparsa rappresentò un problema non da poco per i sistemi di sicurezza.







