Giustizia
Francesco Petrelli
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L’Unione delle Camere Penali Italiane esprime forte preoccupazione per gli emendamenti presentati al decreto giustizia che propongono di modificare ancora una volta l’articolo 270 del codice di procedura penale, ampliando i casi nei quali le intercettazioni possono essere utilizzate in procedimenti diversi da quelli per i quali erano state autorizzate.
La disciplina dell’articolo 270 non rappresenta un ostacolo alle indagini. Essa costituisce uno dei principali presìdi posti a tutela della libertà e della segretezza delle comunicazioni, garantite dall’articolo 15 della Costituzione. Le intercettazioni rappresentano una deroga eccezionale a un diritto fondamentale e non possono trasformarsi in uno strumento generalizzato di ricerca di reati. L’autorizzazione del giudice è rilasciata in relazione a uno specifico fatto di reato e sulla base dei rigorosi presupposti previsti dalla legge. Consentire che il materiale così acquisito possa circolare sempre più liberamente in procedimenti del tutto diversi significa svuotare progressivamente quel controllo e trasformare un’autorizzazione specifica in una sorta di autorizzazione in bianco.






