Trovare un senso a certe strategie nel mondo degli smartphone di oggi è difficile. Poco più di cinque mesi fa, a fine gennaio 2026, Oppo lanciava l'ultimo Pro della sua serie Reno, un sub-brand che da sempre riscuote un buon successo, anche in Italia. Un tempo nella gamma media, oggi sempre più vicino a quella premium. Ora, a neppure sei mesi di distanza, Oppo porta nei negozi il suo successore, Reno16 Pro. E non perché Reno15 Pro, che era ed è un buon prodotto, sia stato un disastro commerciale. E neppure perché nel frattempo l'industria abbia reso disponibile chissà quali ritrovati hardware o software imprescindibili per il pubblico. Perché allora? Perché sì, verrebbe da dire. Beninteso, chiariamolo subito: Reno16 Pro è probabilmente uno degli smartphone Android più equilibrati e piacevoli usciti negli ultimi mesi. È compatto, costruito molto bene, ha un comparto fotografico completo, un'ottima autonomia e una serie di caratteristiche che stanno progressivamente sparendo (ahinoi) anche da dispositivi più costosi. Se esaminato di per sé, Reno16 Pro, non ha nessunissimo problema. Se preso in un contesto più ampio, il problema sono quei 5 mesi dal lancio di un predecessore che, nell'uso quotidiano, riesce ancora a fare tutto quello che fa il nuovo modello. E costa sensibilmente meno, non solo perché ha qualche mese sul groppone e sconta il fisiologico calo di listino, ma anche perché la crisi delle memorie morde il mercato e tutti i produttori, nessuno escluso (neanche più Apple), può evitare di fare i conti con una filiera impazzita per colpa dell'AI. Gli analisti di Jefferies hanno recentemente scritto in una nota che il prezzo delle memorie aumenterà del 40%-50% trimestre su trimestre nel Q3 (terzo trimestre), e di un altro 30%-40% nel quarto trimestre. E nel 2027 ulteriori aumenti di circa il 40% al 45%, su base annua. Considerata questa situazione, verrebbe da pensare che un produttore che ha sul mercato un modello dalle performance competitive, ancora fresco (meno di 6 mesi dall'uscita) e con un prezzo ora interessante, cercasse di promuovere quello, invece di rilanciare con un nuovo smartphone, molto molto simile ma afflitto dagli inevitabili problemi legati ai rincari dei componenti. Ma nelle stanze dei bottoni c'è chi la pensa diversamente, e tant'è.