Il dolore per la morte della 33enne Luigia Fortunato è straziante. "Amore mio bello quanto mi manchi, come farò senza di te. E’ morta la mia parte più bella con te, eri la mia metà di vita ogni giorno, sai quanto ti amavo e ti amerò per sempre. Mi hai lasciato il tuo angioletto ma non è giusto. Dovevi restare con noi, perdonami, non ti ho saputo proteggere. E’ un dolore troppo forte, stammi vicino, aiutami con il piccolo e veglia sempre su di lui che amavi e che amerai sempre". E’ il messaggio lasciato dalla madre Luisa Savino.
Sami Khemaies, 39 anni, che nella serata di giovedì scorso l’ha uccisa con almeno dieci coltellate durante una violenta lite nell’abitazione di via Bramante 194 a Loreto, ai carabinieri ha detto "Mi ha minacciato di farmi uccidere se non me ne andavo di casa e mi ha puntato un coltello".
A Loreto lo choc è tuttora grande, tra i cittadini e il mondo politico. L’assessore Silvia Giampaoli dice: "Ho conosciuto Luigia diversi anni fa. Ricordo una ragazza molto giovane, ma già straordinariamente matura e tenace. Più di ogni altra cosa, aveva nel cuore il desiderio di garantire serenità a suo figlio. È questo il ricordo che conserverò di lei. Oggi il dolore è quello della sua famiglia, ma è anche quello di tutta la comunità. Un femminicidio è una sconfitta per tutti. È la sconfitta di una società che non è riuscita a proteggere una donna e che deve avere il coraggio di interrogarsi su cosa ancora non funzioni".








