All’arrivo in aeroporto a Catania hanno dovuto “strapparlo” all’abbraccio affettuoso dei viaggiatori che lo hanno riconosciuto, «una accoglienza incredibile, molto fisica», racconta lui con un sorriso. E l’abbraccio è continuato ad Acireale, alla Villa Belvedere, dove fino a domenica si festeggia Carlo Verdone con la rassegna che il Comune gli ha dedicato, “Quattro serate con Carlo”, ideata e diretta da Mario Patanè, storico del cinema e amico del regista da più di trent’anni. Il malincomico Verdone ha tracciato una pagina importante del cinema, ha raccontato i cambiamenti della società con la zampata ironica della commedia, ha mostrato tic, desideri, velleità degli italiani, tra risate e amarezza, con una galleria di personaggi in cui goffaggine e senso di inadeguatezza sono stati pian piano sostituiti da nevrosi e manie. E la sua presenza è una festa di pubblico, che lo ha amato fin dall'esordio, e lo accoglie in piedi con lunghi applausi, e di cinema perché con Verdone ogni sera ci saranno attori, critici, sceneggiatori, a raccontare insieme quasi 50 anni di vita di celluloide.
Carlo Verdone ha respirato cinema da sempre, il papà Mario è stato docente di Storia e critica del cinema, direttore del Centro sperimentale di cinematografia, componente della giuria per l'assegnazione dell'Oscar, ed è stato Sergio Leone a produrre i suoi primi due film.






