Quarantotto ore per trovare un'intesa, quattro giorni per formalizzarla. È una corsa contro il tempo vera e propria quella a cui si prepara l'Ue sul ventunesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Annunciata all'inizio di giugno da Ursula von der Leyen, la nuova tranche di misure sembrava avere un'autostrada davanti, vista anche la dipartita politica di Viktor Orban. Ma così non è stato. Su diversi punti del nuove regime sanzionatorio i 27 hanno faticato a trovare una quadra, a partire dal divieto di ingresso nell'Unione per i veterani russi che hanno combattuto.
In Ucraina, nel frattempo, nuovi raid russi hanno colpito Kiev e Zaporizhzhia, causando morti e feriti e portando Volodymyr Zelensky a chiedere massima rapidità per gli accordi per i sistemi di difesa antiaerea. Dopo aver avuto l'ok di Donald Trump, il presidente ucraino starebbe guardando ad una collaborazione con il Giappone per accelerare i tempi nella produzione dei Patriot.
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