Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti"Risalta molto ancora oggi, a distanza di cinquant'anni, l'intollerabile irresponsabilità dei vertici aziendali con il colpevole ritardo con cui fornirono notizie della gravità di quanto stava accadendo. La presenza di diossina nell'aria fu così prima taciuta, occultata, quindi minimizzata. Altrettanto sconcertante è la circostanza che soltanto il disastro svelò che, nello stabilimento, veniva prodotto triclorofenolo, altamente pericoloso. Reticenze e occultamenti gravissimi". Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, lo ha detto a Seveso dove è intervenuto alla cerimonia in occasione del 50 anniversario del disastro ambientale avvenuto a causa della fuoriuscita di una nube tossica di diossina dallo stabilimento chimico dell'Icmesa.

"Nella reazione al disastro provocato dalla nube tossica, nella ripartenza della vita sociale ed economica sono impressi i segni di una riscossa civile, che è andata al di là della bonifica e della ricostruzione. È giusto sottolineare e celebrare questa risposta e questo rilancio oggi, a distanza di cinquant’anni”. Le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. "La ripresa delle comunità locali e, accanto a esse, di tutta la società lombarda e nazionale viene emblematicamente rappresentata dal 'Bosco delle Querce di Seveso e Meda', dove siamo appena stati, testimonianza di una ricomposizione dell'ecosistema dopo la devastazione che sembrava aver cancellato ogni avvenire. Così non è stato. Il pioppo monumentale che sopravvisse al disastro, sconfiggendo la diossina, è divenuto il simbolo della resilienza e della volontà di futuro di questa comunità. Il futuro è stato riconquistato", aggiunge il Capo dello Stato.