Osella Università di Padova, 2018
A prima vista, potrebbe sembrare un paradosso tipografico: racchiudere una collezione di medaglie e sculture tra le pagine bidimensionali di un volume fotografico. Eppure sfogliando Le oselle dell’università di Padova, il prezioso libro d’arte stampato a fine 2025 dall'ateneo, si comprende immediatamente che non si tratta di un semplice catalogo, quanto piuttosto di un viaggio visivo dentro un rito identitario che dura da trentacinque anni, capace di trasformare la materia in memoria tangibile. Oltre al volume a stampa, pubblicato a cura del Centro per la Storia dell’Università di Padova (CSUP), qualche giorno fa è stata caricata la versione digitale sulla piattaforma PHAIDRA, liberamente consultabile online e scaricabile in Open Access.
Le oselle: dalla Venezia del '500 ai regali di Natale dell'Università di Padova
Per comprendere l'essenza di questa pubblicazione, bisogna fare un passo indietro e chiedersi: perché le oselle? La tradizione affonda le radici nella Venezia del Cinquecento, dove l’osella (da osel, uccello, in dialetto veneziano) era in origine il dono in selvaggina che il Doge offriva annualmente ai nobili del Maggior Consiglio come segno di uguaglianza e riconoscimento civico, un gesto da primus inter pares profondamente repubblicano.







