Controverso, provocatorio, eccessivo, capace persino di creare una frattura con il convento di suore che abitualmente ospita in zona gli artisti prima dei concerti, Marilyn Manson arriva questa sera (alle 20) a Ferrara, per un attesissimo concerto all’interno del Ferrara Summer Festival in piazza Ariostea. One Assassination Under God, si chiama il tour che fa tappa in Emilia, prima delle tre date italiane per l’artista americano che, con grande disinvoltura, mescola simboli esoterici e chitarre elettriche distorte, ballate pop dal successo planetario e invocazioni a nutrirsi del versante più oscuro del pop, come in realtà avviene da quando Elvis inventò il rock’n’roll e il suo dimenare il bacino fu il manifesto di un invito a lasciarsi andare che sconvolse l’America benpensante.

Lo spettacolo anticipa di un mese l’uscita dell’attesissimo capitolo due del lavoro che dà il titolo al tour, il primo è stato pubblicato nel 2014 e ha confermato quando Brian Warner, questo il suo vero nome, sia capace di costruire cupe ambientazioni fortemente cinematografiche, che evocano mondi misteriosi, affollati di creature che simboleggiano la possibile fine dell’umanità come noi la immaginiamo.

Il disco è stato anticipato dal singolo Exit Wound, appena uscito, che mette in scena un suggestivo ‘Teatro dell’orrore’ che sviluppa uno dei temi cari all’artista, la spettacolarizzazione delle nostre vite, l’esaltazione mediatica di problemi personali, tutto raccontato tra avvoltoi che incombono su scene del crimine piene di paparazzi che vogliono carpire ogni sfaccettatura dei drammi umani per offrirla al consumo pubblico. Tra chitarre in grande evidenza e sintetizzatori che drammatizzano il suono, il brano è solo l’inizio della nuova saga di Warner, che gravita intorno a come un giudizio sommario possa distruggere la vita di una persona.