E’ una situazione delicata di per sé perché coinvolge minorenni con situazioni difficili a casa. L’assessore ai Servizi Sociali del Comune Paola Andreoni ha lanciato un segnale di attenzione sul crescente disagio minorile, evidenziando come oggi anche bambini di appena nove anni si rivolgano ai Servizi di salute mentale. In occasione dell’ultima assemblea organizzata dalla Cna di zona sud sul tema della sicurezza e del disagio giovanile, l’assessore ha comunicato che attualmente sono 90 i minori assegnati dal tribunale per i Minorenni ai Servizi sociali del Comune di Osimo, mentre sono 41 i minori in affido, di cui 12 ospitati in comunità educative. Una collocazione che comporta un costo per il comune di circa 150 euro al giorno, pari a oltre 54mila euro all’anno per ogni ragazzo accolto. Una spesa non indifferente per un municipio come quello osimano. E’ grande poi il lavoro quotidiano dei servizi sociali, che affiancano famiglie e minori attraverso indagini richieste dall’autorità giudiziaria, affidi, sostegno educativo e percorsi personalizzati.
"La sicurezza - ha ricordato Andreoni - si costruisce molto prima che emerga il problema, investendo nelle relazioni, nell’educazione e nella capacità della comunità di fare rete". "Da questa ricerca emerge un’esigenza precisa – ha dichiarato Andrea Cantori, segretario della Cna di zona Sud di Ancona -. Il disagio minorile non può più essere affrontato esclusivamente entro i confini dei singoli comuni. Osimo, Castelfidardo e Loreto costituiscono un unico territorio dal punto di vista sociale. I ragazzi frequentano le stesse scuole, gli stessi luoghi di aggregazione e gli stessi mezzi pubblici. Anche le risposte devono diventare territoriali. Come Cna sosteniamo da anni la necessità di rafforzare la gestione associata dei servizi tra i Comuni della zona Sud. Oggi, però, crediamo sia arrivato il momento di aprire una riflessione ancora più ampia. Una possibilità è quella di costruire una vera integrazione dei servizi sociali all’interno dell’Ambito. L’altra, che riteniamo meriti un confronto serio all’interno dell’Anci e con la Regione Marche, è valutare se le competenze relative ai minori e al disagio giovanile possano essere affidate direttamente all’Ast".






