di
Riccardo Bruno
La donna aveva 33 anni e lascia un figlio di 7 anni. L''omicidio al termine dell'ennesima lite
Hanno litigato, come spesso accadeva. Erano da soli in casa, il figlio di otto anni con la nonna. All’improvviso, lui ha preso dalla cucina un coltello e ha iniziato a infierire sulla moglie, Luigia Fortunato, 33 anni, chiamata da tutti Gina. Una furia, più di venti coltellate, soprattutto all’addome e alle gambe. L’ha lasciata lì sul pavimento, poi Sami Khemaies, 39 anni, è uscito, ha preso l’auto e si è presentato ai carabinieri di Porto Recanati. Prima avrebbe anche mandato un messaggio alla madre della moglie: «L’ho uccisa». L’ha ripetuto anche ai militari, i vestiti ancora sporchi di sangue. Quando i carabinieri sono entrati nell’appartamento della coppia, al secondo piano di una palazzina in via Bramante, nel centro di Loreto, la donna era senza vita, il corpo supino nel corridoio.
L’uomo è stato fermato per omicidio aggravato. Non femminicidio perché, spiegano fonti investigative, allo stato non sono state riscontrate ragioni discriminatorie o di prevaricazione. Il fascicolo è in mano al pm di Ancona Rosario Lioniello, le indagini affidate ai carabinieri della Compagnia di Osimo guidati dal colonnello Gianluca Giglio. In queste ore si sta cercando di capire il movente, cosa ha potuto spingere a una tale violenza. La coppia era di fatto separata in casa, ma non risultano denunce su violenze precedenti. Gina lavorava come operaia, mentre il marito aveva scontato una lunga detenzione in carcere per spaccio. Roberto Cionna, il compagno della madre di lei, ai cronisti spiega che durante quel periodo lei accompagnava periodicamente il figlio a incontrare il padre in carcere. E due anni fa, quando aveva finito di scontare la pena, «sempre per il bene del figlio aveva preferito tenerlo vicino». Racconta anche l’ultima gita. «Domenica erano stati al mare tutti assieme, loro tre e la mia compagna. Si cercava di tenere unita la famiglia». Negli ultimi giorni tra i due sarebbe scoppiata l’ennesima lite, stavolta sul centro estivo per il bambino. A quanto pare, qualunque diverbio diventava tema di scontro, ma nulla avrebbe fatto presagire un epilogo così cruento.










