di Sandro Neri
È l’ultimo tabù. Ma nessuno vieta di poterci pensare ridendoci sopra. "I comici hanno sempre affrontato il tema della morte, è una sfida che ti stimola a osare, a portare il pubblico a riflettere", assicura Giacomo Poretti. Uno che di comicità e risate se ne intende. In attesa di tornare al cinema col trio Aldo, Giovanni e Giacomo, Poretti ricomincia da due. In coppia con la moglie Daniela Cristofori, autrice e interprete con lui di "Funeral Home", la commedia che debutta in prima nazionale domani al Teatro Oscar di Milano (repliche fino al 14 dicembre). "Daniela di professione è psicoterapeuta, lavora molto con le coppie e questo già due anni fa ci aveva spinto a scrivere un reading sulle liti fra coniugi. Stavolta andiamo avanti, partendo da un’altra coppia, per spingerci un po’ più in là. Rita e Ambrogio sono due anziani che devono andare a un funerale. Lui non vuole saperne, lei invece sì. E la discussione fra i due è un pretesto per portare in scena le grandi domande della vita. C’è un dopo? E se sì, cosa?".
Per un comico è più facile?
"I comici hanno il privilegio dell’ironia, la chiave per parlare di tutto e per sfatare i falsi miti. Ti permette di andare ancor più in profondità, fino a chiedere: perché si deve morire? Quello della fine è un tema che la società di oggi fatica ad accettare".
