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Francesco Verderami

Per il 2026 l’esecutivo si propone di ridurre gli ingressi di migranti sotto ai 30 mila

Non esiste un nuovo piano sicurezza, il governo non cambia il programma e non modifica l’agenda: «L’unica agenda che è cambiata negli ultimi quattro anni sull’immigrazione è quella europea. E grazie a noi», dice la premier. Che si prepara a contrastare la narrazione delle opposizioni per parlare al Paese. Più che un provvedimento legislativo, a Giorgia Meloni serve un piano comunicativo per far prevalere la forza dei numeri al senso della percezione.

Perché ci sarà un motivo se per i cittadini il tema sicurezza è vissuto come un’emergenza, mentre per i turisti l’Italia è la destinazione più sicura d’Europa. Ma i turisti non votano. E al momento il governo deve fronteggiare gli attacchi da destra e da sinistra dei suoi avversari: si va da chi sollecita gli istinti proponendo un irrealizzabile progetto di remigrazione a chi vorrebbe porte aperte e un’accoglienza pressoché indiscriminata. Così le riunioni a Palazzo Chigi servono — come spiega una fonte accreditata — ad «affinare una modalità di risposta alle obiezioni sulle mancanze» dell’esecutivo.