La Repubblica elvetica ha risparmiato 38 miliardi di dollari (31 miliardi di franchi svizzeri) in combustibili fossili negli ultimi 15 anni grazie alla transizione energetica. Circa la metà di questa cifra enorme - la popolazione svizzera è di soli 9 milioni di abitanti e il suo territorio corrisponde più o meno a 1 volta e mezza quello del Piemonte - è dovuta ai risparmi registrati tra il 2022 e il 2024, cioè durante la prima crisi energetica seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Tale risparmio è interamente dovuto all’apporto delle fonti rinnovabili e alle misure di efficienza e risparmio energetico. Questo, in breve, il calcolo effettuato dal WWF Svizzera in un nuovo report nel quale si sottolinea che la transizione energetica costituisce una enorme opportunità economica e per le persone, in termini anche di lavoro e salute, non solo una necessità dettata dalla crisi climatica.
Del resto, il dato conferma quanto già segnalato dalla Agenzia europea per l’ambiente, (Eea), in un recente briefing sulla crisi energetica in corso. La volatilità dei prezzi del gas all’inizio del 2026 è costata all’Ue 13 miliardi di euro fino a metà aprile. Le energie rinnovabili hanno fatto risparmiare ai consumatori europei 29 miliardi di euro, confermando il vero motore della sicurezza energetica. Nonostante i progressi compiuti, l’Unione europea rimane vulnerabile agli shock esterni legati all’approvvigionamento di combustibili fossili, poiché i prezzi del gas continuano a determinare i prezzi all’ingrosso dell’elettricità nell’Ue.
