Presentata alla Camera dei deputati un’indagine sul rapporto tra le famiglie italiane e l’utilizzo del gas nelle abitazioni. Lo studio, promosso da Federcasalinghe e Domina, mette in evidenza l’elevata dipendenza del Paese dal gas nei consumi domestici e richiama l’attenzione sui rischi per la salute legati alla cottura con i fornelli tradizionali, oltre che sulla scarsa conoscenza degli incentivi disponibili per adottare soluzioni alternative.
Secondo i dati illustrati dalle due associazioni, l’Italia è il secondo Paese dell’Unione europea per incidenza del gas nei consumi domestici, che rappresentano il 49,2% del totale, alle spalle soltanto dei Paesi Bassi. Allo stesso tempo aumenta il numero delle famiglie che rinunciano al gas: i nuclei “gas free” sono passati dallo 0,2% del 2010 al 4,2% del 2024, arrivando a superare quota 1,1 milioni.
L’indagine evidenzia anche che oltre 4 milioni di famiglie continuano a utilizzare sistemi di approvvigionamento non collegati alla rete nazionale. Più di 3 milioni di nuclei acquistano il gas in bombole, mentre oltre un milione si affida ai bomboloni con rifornimento periodico.
Le associazioni richiamano inoltre l’attenzione sui rischi connessi all’utilizzo del gas. Nel 2023 i Vigili del fuoco sono intervenuti quasi 31 mila volte per fughe di gas, nella maggior parte dei casi causate da tubature rotte o impianti difettosi. Nello stesso anno, secondo il Comitato Italiano Gas, si sono verificati 234 incidenti legati al gas, sia canalizzato sia in bombola, con un bilancio di 15 vittime.








