In Serbia, al confine con l'Ungheria, all'inizio di giugno due persone, definite ex agenti russi e «agenti sacrificabili», sono state arrestate, su soffiata dei servizi d'intelligence tedeschi, che, stando a quanto ha scritto il giornale tedesco Bild, pianificavano attentati o atti di sabotaggio contro una o più aziende in Germania, forse in Baviera, che svolgono un «ruolo significativo nel sostegno militare all'Ucraina» contro l'invasione russa.

"Armati di ordigni esplosivi” I due arrestati, di cui non si sa assolutamente nulla, sarebbero stati fermati dai servizi speciali serbi e trovati in possesso di «pericolosi ordigni esplosivi». «La Bild ha appreso che le informazioni provenienti dai servizi segreti alleati, così come dalle autorità di sicurezza tedesche, hanno contribuito in modo significativo al blitz della polizia serba all'inizio di giugno», scrive il 7 luglio, un mese dopo i fatti, il tabloid tedesco: unico organo d'informazione ad aver dato notizia dell'operazione, della quale non c'è alcuna traccia sui media serbi. Nessuna traccia fino ad oggi, quando ne ha scritto il portale indipendente serbo Vreme: «Due 'ex agenti' del Cremlino, un'auto e dell'esplosivo. Questo è tutto ciò che si sa dell'arresto in Serbia che avrebbe sventato l'attentato in Germania. Da giorni le istituzioni serbe e tedesche - e, naturalmente, anche russe - tacciono sul misterioso arresto avvenuto all'inizio di giugno al confine tra Serbia e Ungheria».