PORDENONE - Deve aver sfoggiato una tale autorevolezza che il gestore di un Compro oro cittadino non ha avuto alcun dubbio sulla sua appartenenza all'Arma dei carabinieri. In realtà era un finto carabiniere. Uno di quelli specializzati nelle truffe agli anziani e che hanno spostato il loro raggio d'azione verso i negozi specializzati nell'acquisto di monili in oro. È stata la stessa Questura, nei giorni scorsi, a dare l'allarme e a invitare i titolari di questi negozi a prestare molta attenzione. In città, infatti, si erano verificati alcuni tentativi di raggiro prontamente segnalati alla Polizia di Stato. Uno, purtroppo, è andato a segno e ha fruttato un bottino importante: un chilogrammo di oggetti preziosi.
LE INDAGINI Sul caso stanno indagando gli investigatori della Squadra Mobile e della Scientifica. Alla vittima il falso carabiniere ha parlato di un furto in gioielleria. «Stiamo indagando - ha spiegato - e dobbiamo fare delle comparazioni». Insomma, ha convinto il commerciante a consegnare un sacchetto pieno di monili in oro, rassicurandolo sul fatto che sarebbe ripassato non appena concluso il controllo nella caserma dei carabinieri. Le cose sono andate diversamente. Gli investigatori stanno visionando telecamere e analizzando gli elementi finora raccolti nel tentativo di identificare il finto militare dell'Arma, ma anche il complice che, prima del suo arrivo, in negozio ha contattato il Compro oro spiegando che rischiava di aver acquistato gioielli frutto di un furto e bisognava fare una verifica. LE RACCOMANDAZIONI La Polizia di Stato mette in guardia i commercianti. In particolare, ricorda che il finto carabiniere non aveva alcun titolo per chiedere accertamenti sulla licenza, cosa che compete alla Questura. Ancora una volta si ricorda che nessun appartenente alle forze di polizia chiede telefonicamente denaro, bonifici, gioielli o altri beni, né invita a consegnarli a presunti incaricati. «Invitiamo - è la raccomandazione - a non lasciarsi condizionare da situazioni di apparente urgenza e a verificare sempre l'identità di chi si presenta o di chi contatta telefonicamente qualificandosi come appartenente alle forze dell'ordine».










