Burnham ha rivendicato quanto fatto già dal governo Starmer: il riconoscimento dello Stato di Palestina, le sanzioni contro i ministri israeliani di estrema destra e i coloni violenti, le restrizioni sulle licenze di esportazione di armi verso Israele. Sul resto, ha alzato l'asticella: nuove sanzioni contro chi è coinvolto nelle violenze a Gaza, e l'apertura a un divieto di commercio per i beni in arrivo dagli insediamenti illegali. Su chi dovrebbe finire colpito dalle nuove misure, per ora, non ha voluto sbilanciarsi.C’è una parola, però, che Burnham ha scansato con cura: “Genocidio”. Da mesi, una parte della sinistra laburista chiede di usarla. Il futuro premier l’ha aggirata facendo riferimento a “prove crescenti” di crimini di guerra, la cui valutazione, ha precisato, spetta ai tribunali internazionali e non ai politici. Il vicesegretario dei Verdi britannici, Mothin Ali, l’ha letta come una scappatoia: Burnham si nasconde dietro le corti internazionali, ha detto, “perché ammettere che il governo britannico sa che si stanno commettendo crimini di guerra farebbe scattare l'obbligo legale di fermare subito le vendite di armi”. Burnham ha comunque cercato di rassicurare le comunità ebraiche britanniche, ribadendo la condanna dell'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023 e la "tolleranza zero" verso l'antisemitismo.Le scuse son piombate all’improvviso, ma restano aperte le polemiche sulla progressiva stretta del governo Starmer contro il movimento propalestinese: un rapporto di Human Rights Watch, negli scorsi mesi, ha contato oltre 1.600 arresti di manifestanti, incluso quello di Greta Thunberg, accusata di aver violato la legge antiterrorismo per aver sostenuto gli attivisti incarcerati di Palestine Action, l'organizzazione dichiarata illegale a Londra. In carcere, alcuni di loro hanno portato avanti uno sciopero della fame che ha superato il record storico del nordirlandese Bobby Sands, morto nel 1981.
Burnham chiede scusa per la linea del governo Starmer su Gaza: "Abbiamo sbagliato". Ma l'opposizione punge: "Non parla di genocidio per continuare la vendita di armi"
Il futuro premier britannico ammette i ritardi dei Labour sul cessate il fuoco e promette nuove sanzioni a Israele, fermandosi però un passo prima della totale














