di
Salvatore Riggio
Un manichino di Mbappé appeso e bruciato in piazza in Paraguay dopo la sconfitta con la Francia agli ottavi, gli insulti razzisti della senatrice Amarilla, e la replica dell'attaccante francese a mezzo Twitter
Kylian Mbappé è diventato un vero e proprio caso nazionale in Paraguay, dove le tensioni seguite all'eliminazione agli ottavi, il 4 luglio, sono degenerate a tal punto che un gruppo di tifosi ha messo in atto una violenta protesta contro l'attaccante, che poi si sarebbe rivelato decisivo pure nei quarti con il Marocco (giovedì sera ha sbagliato un rigore a fine primo tempo, salvo poi sbloccare il risultato nella ripresa).
Un manichino a grandezza naturale del calciatore francese è stato infatti appeso per il collo a un albero e successivamente dato alle fiamme in una piazza pubblica, durante una delle serate del festival di San Giovanni, un gesto simbolico arrivato sabato scorso, a poche ore dall'eliminazione, e uno choc che testimonia il clima di estrema ostilità generatosi nel Paese.










