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Mister Fabio Grosso, allenatore della Fiorentina

di Stefano FoglianiSASSUOLONon si può dire l’abbia scelto a caso, la Fiorentina, il giorno in cui presentare Fabio Grosso. Il 9 luglio di vent’anni fa, infatti, un suo rigore tingeva di azzurro il cielo sopra Berlino, e se è vero che l’ex campione del mondo oggi fa, dice, "un altro mestiere" e "gli anni passano", è altrettanto vero che quanto fatto allora, concede Grosso, "rimane nella memoria e nella storia del calcio". Apre il libro dei ricordi recenti giusto per "ringraziare la famiglia Squinzi e il Sassuolo per due bellissimi anni trascorsi assieme", ma guarda subito avanti, Grosso, all’opportunità che gli ha offerto la Viola, all’entusiasmo con il quale approccia una nuova avventura di cui conosce bene, dice, le responsabilità, con l’obiettivo, aggiunge, "di portare un club ambizioso a qualcosa di importante". E il Sassuolo, vi chiederete, cosa c’entra? C’entra, c’entra, perché l’ex campione del mondo potrebbe non essere, come ben noto, l’unico ex neroverde che si sposta a Firenze e perché Grosso, a Sassuolo, ha avuto a che fare con giocatori che non gli dispiacerebbe aggiungere all’organico che allenerà la stagione prossima. La Viola, nel frattempo, avrebbe già messo le mani su Atta, Grosso ‘lucida’ gioielli che già conosce (Kean e Fagioli in primis), ma lui continua a guardare al Mapei Football Center, anche perché tra il tanto affidato a microfoni e telecamere il giorno della presentazione c’è quelle certezza, rappresentata dal 4-3-3, che Grosso cucirà addosso alla sua Viola. Così, il gioco delle parti impone di glissare, e Grosso sostiene egregiamente la parte. Soprattutto su Thorstvedt, obiettivo che Fiorentina rincorre da un po’ ma rispetto al quale l’ex campione del mondo non scuce nulla, se non per dire "giocatore che ho avuto, ma non mi piace parlare dei singoli". Poi c’è Volpato che il suo endorsement l’ha già fatto ("La Fiorentina top. Tanti motivi per sceglierla? Quello sì, ma sono un giocatore del Sassuolo e penso a quello", ha detto il fantasista) lasciando intendere possibile addio. E a Pinamonti, centravanti del quale Grosso ha grande stima e va a scadenza nel 2027: lo cerca anche la Lazio, ma arrivasse una telefonata.