HomePesaroCronacaL’ultimo saluto a ‘Dado’: "Porterai scompiglio anche lassù in Paradiso"Folla ai funerali di Davide Mariotti, morto dopo uno schianto in moto. Don Fabbrini: "Senza maschere, puro e con una risata che era travolgente".Folla ai funerali di Davide Mariotti, morto dopo uno schianto in moto. Don Fabbrini: "Senza maschere, puro e con una risata che era travolgente".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguici"Come diceva tua madre, in Paradiso dovranno avere pazienza con te, perché porterai scompiglio e confusione". La chiesa di San Luigi Gonzaga, ieri pomeriggio, era gremita quando don Giuseppe Fabbrini ha salutato così Davide Mariotti, il 23enne pesarese morto la notte tra venerdì e sabato scorso dopo il terribile schianto in scooter al Curvone. Quella frase ha attraversato il silenzio della parrocchia della Baratoff e ha strappato un sorriso dentro un dolore indescrivibile, anche ai familiari distrutti dal dolore. Perché in quelle parole c’era molto di Davide, del suo modo di stare al mondo, della sua energia, della sua capacità di lasciare il segno. Amici, parenti, conoscenti, tantissimi ragazzi. Di fianco al feretro c’erano anche quattro agenti della Polizia penitenziaria. Una presenza legata alla ragazza di Davide e a suo padre, appartenente al Corpo, che hanno voluto accompagnare il giovane nell’ultimo saluto. La chiesa era piena per l’ultimo saluto a "Dado". Lo stesso nome scritto sullo striscione che nei giorni scorsi era stato srotolato davanti al Curvone e che ieri è stato appeso davanti alla chiesa: "Senza maschere, puro e con una risata travolgente. Hai vissuto da vero, ed è così che ti ricorderemo. Dado per sempre". Quella frase, portata anche dentro il funerale, è diventata il cuore dell’omelia. "Sono parole che fanno di Davide una sorta di maestro", ha detto don Fabbrini. Un maestro, ha spiegato, non per lezioni dette, ma per ciò che ha lasciato negli altri: autenticità, allegria, presenza. Il sacerdote è partito dalla domanda che tutti avevano addosso: perché? "Possiamo dare risposte infinite, dalle più ciniche alle più sensate, ma nessuna riuscirebbe a placare il dolore".