Guido Meda analizza la MotoGP 2026 per Fanpage.it: la metamorfosi di Bezzecchi, l’incognita Márquez, il fenomeno Ogura e il futuro del Motomondiale.

Guido Meda, voce della MotoGP per Sky.

Il punto di svolta della stagione del motorsport si decide adesso, tra asfalto rovente e strategie millimetriche. Abbiamo incontrato Guido Meda al termine della presentazione What’s Next dei palinsesti della prossima stagione di Sky. Per lo sport, con Meda, vicedirettore di Sky Sport e responsabile della redazione motori, abbiamo parlato dei prossimi appuntamenti in calendario 25 tappe da qui alla fine dell'anno tra MotoGP e Formula 1. Un conteggio che, inevitabilmente, si moltiplica a dismisura se si allarga l’orizzonte ai weekend di Moto2 e Moto3, fino a toccare la Superbike mai così spettacolare, dove Nicolò Bulega sta letteralmente dominando la scena.

Tra le grandi novità svelate sul palco c’è anche l’ingresso ufficiale del giovanissimo talento Kimi Antonelli come nuovo testimonial di Sky Italia, a conferma di un filo rosso che lega sempre di più la scuderia dei motori alle storie dei futuri campioni. Subito dopo la presentazione, abbiamo spento i riflettori del palco per accendere il registratore. Ne è nata una chiacchierata senza filtri, dritta al punto, in pieno stile Meda: dalle difficoltà e la metamorfosi psicologica di Marco Bezzecchi al "fattore" Marc Márquez, fino al fascino enigmatico di Ai Ogura e le nuove scommesse tecniche che ridisegneranno la griglia di partenza del prossimo anno. Un anno fa, proprio in questo periodo, ci eravamo lasciati con una tua dichiarazione molto precisa su ciò che ti mancava ancora da fare professionalmente: avevi detto che ti sarebbe piaciuto commentare l'America's Cup in Italia ( e manca poco, nda) e, subito dopo, la vittoria di un campionato mondiale da parte di Marco Bezzecchi. Al di là dei tre zeri consecutivi che ha collezionato in queste ultime gare, ti aspettavi un inizio di stagione così? Sì, me lo aspettavo, ma voglio chiarire che non lo dico perché mi ritengo un mago, un indovino o un genio dei pronostici. Il motivo è molto più pratico: quando sei dentro questo ambiente da così tanto tempo e diventi a tutti gli effetti un cittadino del paddock, impari a osservare e a decifrare l'evoluzione naturale delle cose, delle persone, dei piloti e anche dei mezzi tecnici. Sono dinamiche che finisci per comprendere perché le vedi nascere e svilupparsi da vicinissimo, giorno dopo giorno.