«È una nostra battaglia per la quale grazie alla sensibilità del ministro Urso si registra un primo fattivo passo in avanti, un atto concreto», esulta Gennaro Sangiuliano, consigliere regionale Fdi e capo dell’opposizione, dopo l’apertura dell’Ania, su pressing del ministro alle Imprese appunto, per trovare una soluzione affinché gli automobilisti napoletani virtuosi non siano penalizzati sol perché risiedono in aree meno virtuose del Paese. In pratica si vuole evitare che a Napoli ed in Campania, a prescindere dai comportamenti singoli, l’automobilista debba sottostare alle tariffe più alte d’Italia. E ad inizio giugno l’ex ministro della Cultura ha guidato la delegazione di consiglieri regionali di centrodestra che a Roma ha incontrato Urso per sottoporgli lo storico nodo delle tariffe assicurative troppo elevate che sono costretti a pagare i cittadini campani.
Si va, quindi nella direzione che auspicava lei?«Accogliamo con estremo favore l’intervento energico del ministro Urso sulle compagnie di assicurazione affinché già dalle prossime settimane le tariffe possano essere ribassate e soprattutto non siano penalizzanti gli automobilisti della Campania. L’Ivass l’ente di vigilanza delle assicurazioni ha certificato che Napoli ha il triste primato delle polizze più care. Un napoletano onesto e perbene, e sono la stragrande maggioranza, paga il doppio di un lombardo nella medesima situazione. Questo è intollerabile sul piano dell’equità e della giustizia». Quale è la strada che indica per risolvere una questione che persiste da anni e penalizza solo i campani ed i napoletani in particolare?«La svolta che chiediamo è chiara: quello che deve contare nella determinazione delle tariffe deve essere il comportamento del singolo e non certo la provincia dove il cittadino risiede. Se uno è virtuoso è tale a Como come a Napoli. Del resto, abbiamo fatto una scoperta sorprendente, contenuta nella relazione Ivass 2025 pubblicata nel bollettino del 18 giugno 2026 dove si ammette, sia pur con il linguaggio molto tecnico, che la situazione campana non è regolare. In altre parole, le compagnie ci speculano. Bisogna combattere le truffe ma mettere fine all’ingiustizia in danno degli automobilisti campani. La prospettiva col tempo può essere quella della tariffa unica nazionale». Ma stavolta siamo sulla buona strada?«Quello del caro assicurazioni non è un tema di oggi, vorrei ricordare che si è palesato all’epoca del governo Renzi e nei successivi, con Conte e con Draghi. Il ministro Urso ha accettato di ricevere al Mimit la delegazione dei consiglieri regionali di Fratelli d’Italia (Pisacane, Fabbricatore, Fele, Romano, Zecchino) e il capogruppo di Ecr Odierna. E da allora è iniziato un percorso per mettere fine a questa iniquità. Noi stiamo anche valutando un esposto all’antitrust per verificare se le condizioni di concorrenza fra le compagnie siano rispettate». Sospetta ci sia un accordo di cartello?«Le compagnie di assicurazioni su questo terreno hanno fatto una bieca speculazione. Invocano il libero mercato ma fingono di non sapere che questo non è un mercato completamente libero perché parte dall’obbligo della Rc auto per chi possiede una vettura. E comunque non vedo una reale concorrenza da parte delle compagnie di assicurazione che fanno cartello al rialzo mentre dovrebbero competere al ribasso». Con ricadute enormi: il mercato degli scooter è in flessione proprio per i costi assicurativi e spesso ci si affida al trucco delle targhe estere per ovviare al problema del costo troppo alto delle polizze.«In Campania si arriva al paradosso che chi acquista uno scooter di qualche migliaio di euro poi può trovarsi a pagare una tariffa di assicurazione che in tre anni supera il valore del mezzo. Ma c’è un nodo anche sociale...». Quale?«Il problema investe il diritto alla mobilità dei cittadini che subiscono il danno di un trasporto pubblico inefficiente e la beffa di un trasporto privato esoso».






