| 9 Luglio 2026 21:01 |

3 minuti per la lettura

(Adnkronos) – “Quando c’è una condanna non si è mai contenti, ma ritengo questa sentenza giusta”. E’ quanto ha detto all’Adnkronos il procuratore capo di Acoli Piceno, Umberto Monti, commentando la condanna all’ergastolo e a tre mesi di isolamento di Massimo Malavolta, accusato dalla corte di assise di Macerata di aver torturato e ucciso la moglie Emanuela Massicci il 19 dicembre 2024 in casa della donna, a Ripaberarda di Castignano, ad Ascoli Piceno. “Faccio questo lavoro da oltre 30 anni, mi occupo e mi sono occupato di vicende terribili, di donne maltrattate e uccise, e non ho mai visto una persona con tante lesioni addosso. Torturata, uccisa al termine di una agonia lunghissima sotto gli occhi dei figli piccoli. Segregata in casa, ridotta a un oggetto. Tuttora rabbrividisco”.

“Naturalmente è una sentenza primo grado, la difesa si è concentrata sull’incapacità di intendere e di volere – spiega il procuratore – ma la Corte, come da mia richiesta, ha ritenuto che la perizia fatta in sede di incidente probatorio fosse stata fatta molto bene. Seppur di recente introduzione, il reato di tortura c’è davvero tutto insieme a quello di maltrattamenti, iniziati tra gennaio e febbraio 2024. A metà dicembre è invece iniziata la tortura, con piccoli tagli e abrasioni sulla testa, con l’uso di oggetti metallici per fare degli stampi sulla pelle. La vittima aveva in testa tantissime lesioni, graffi: in alcuni punti le è stata portata via la pelle. Aveva lesioni vecchie e altre recentissime, in tutto il corpo: pugni, botte, anche diverse fratture, tagli all’orecchio, segni con il coltello anche mentre stava morendo. In diverse occasioni, i figli piccoli hanno cercato di fermarlo. A volte smetteva, altre cacciava i bambini riusciti a entrare nella stanza, davanti alla mamma insanguinata. Malavolta ha tratti di personalità borderline, aggressività, mancanza di empatia ma – sottolinea il procuratore – non tali da giustificare l’incapacità di intendere e di volere”.