Dopo la busta contenente un proiettile, ora anche una mail di minacce. Prosegue l’escalation intimidatoria nei confronti del sindaco di Varallo, Pietro Bondetti, finito nuovamente nel mirino per il suo sostegno al progetto Baita, l’iniziativa che dal 2023 accoglie in Valsesia famiglie israeliane. Il nuovo messaggio, scritto in inglese e inviato da un indirizzo di posta elettronica anonimo, contiene pesanti insulti e minacce di morte: «Sono contento che quel tizio ti abbia spedito un proiettile vero; Fuck Israele e anche tu se lo sostieni. Ti meriti il posto più caldo dell’inferno e ci vediamo lì…» La mail, firmata con un ironico «Saluti dagli Stati Uniti», è stata recapitata alla casella di posta elettronica del Comune di Varallo. Sarebbe partita da un indirizzo anonimo. Sull’episodio stanno indagando i carabinieri della Compagnia di Borgosesia, coordinati dalla Direzione distrettuale antimafia di Torino. Il fascicolo, inizialmente aperto dalla Procura di Vercelli, è stato trasmesso all’ufficio giudiziario torinese guidato dal procuratore Giovanni Bombardieri. L’ipotesi di reato è quella di «violenza o minacce a un corpo politico, amministrativo o giudiziario».
Gli investigatori stanno cercando di stabilire se la mail sia riconducibile alla stessa persona che, lo scorso 18 giugno, aveva inviato al sindaco una busta contenente un proiettile calibro 40 Smith & Wesson accompagnato da un messaggio intimidatorio, oppure se dietro ai due episodi vi siano autori differenti. Un accertamento ritenuto fondamentale per comprendere la natura e l’organizzazione delle minacce. Un elemento appare però evidente: il livello dell’intimidazione si è ulteriormente alzato. Dopo il primo episodio, infatti, è arrivato un nuovo messaggio con toni ancora più aggressivi, segno che chi ha preso di mira il primo cittadino intende continuare la propria azione intimidatoria. Nel mirino, oltre a Pietro Bondetti, c’è anche Ugo Luzzati. Pur non essendo destinatario della busta con il proiettile, il suo nome compariva esplicitamente nella lettera di minacce inviata in Coumune a giugno. Entrambi sono tra i promotori del progetto Baita che, dal 2023, ha consentito a circa settanta famiglie israeliane di stabilirsi in Valsesia. Dopo il primo episodio intimidatorio, la presidente dell’associazione Baita, Olga Dolburt, aveva espresso forte preoccupazione. «È sorprendente che possa accadere proprio qui, perché la Valsesia è sempre stata una terra tollerante. In tutti questi anni non abbiamo mai assistito a episodi di antisemitismo», aveva dichiarato. Oggi, dopo la seconda minaccia, è lo stesso sindaco Bondetti a manifestare inquietudine. Ai carabinieri ha spiegato di non avere idea di chi possa essere l’autore della mail, ma di essere convinto che il messaggio sia strettamente collegato alla vicenda denunciata il 18 giugno. «Sono sicuro che sia collegato con la vicenda che ho denunciato il 18 giugno, in quanto sia quel messaggio sia questo fanno riferimento alla mia accondiscendenza verso l’inserimento in Valsesia della comunità israeliana», ha dichiarato agli investigatori. E la preoccupazione è ancor più alta alla vigilia dell’inaugurazione dell’Alpàa, la manifestazione che vedrà salire a Varallo cantautori di livello. Le indagini proseguono ora per risalire all’identità del responsabile o degli autori delle minacce e verificare se le due intimidazioni facciano parte di un’unica strategia volta a colpire chi sostiene il progetto di accoglienza.






