Il 49% degli adolescenti italiani che usano l'IA per motivi personali lo fa per argomenti legati alla scuola, dai voti alla pressione dello studio fino al rapporto con i professori: è il dato più alto in Europa.
Quasi 2 studenti italiani su 3 tra coloro che usano l'IA dichiarano di sentirsi, almeno a volte, più sicuri nel consegnare un compito perché un chatbot li ha aiutati a migliorarlo.
Il 58% dei genitori italiani non sa se il proprio figlio si sia mai rivolto a un chatbot di intelligenza artificiale per parlare delle proprie emozioni o di problemi personali.
Roma, 8 luglio 2026 — Tra gli adolescenti italiani intervistati che si sono rivolti ai chatbot di intelligenza artificiale per motivi personali, le questioni scolastiche sono state l'argomento di discussione più comune (49%), la percentuale più alta tra i paesi europei oggetto dell'indagine. I motivi legati agli amici o alle relazioni sentimentali restano al secondo posto, con il 20%. È quanto emerge da uno studio europeo commissionato da GoStudent e condotto su un campione di 500 genitori italiani e i rispettivi figli di età compresa tra gli 11 e i 17 anni.
Per gli adolescenti italiani, l'intelligenza artificiale è diventata parte integrante dello studio. Il 66% afferma di sentirsi più sicuro nel consegnare un compito perché un chatbot lo ha aiutato a migliorarlo, e il 79% dichiara di sentirsi più a proprio agio perché l'IA aiuta a comprendere gli argomenti abbastanza bene da poterli poi affrontare da soli.






