Pavia Licia Colò sarà la madrina della quinta edizione di Horti Aperti, il festival del verde che si terrà il 19 e 20 settembre nel parco Horti dell’Almo Collegio Borromeo di Pavia. Quest’anno il palinsesto raddoppia: alla mostra-mercato del giardinaggio consapevole ed eco-friendly (con una trentina di espositori selezionati, provenienti da tutta Italia) si affiancherà un fitto programma di conferenze, workshop, laboratori e visite guidate agli stand dei vivaisti. Un assaggio del weekend si potrà avere già venerdì 18, alle 21, con una serata speciale all’Orto Botanico dell’Università, il più antico della Lombardia. Il naturalista, fotografo e divulgatore scientifico Francesco Tomasinelli terrà la conferenza-spettacolo Nulla è come sembra. Viaggio nel mimetismo tra natura, arte e botanica.Il giardino intelligente Ad aprire la due giorni – che quest’anno ha come titolo L’arte e la maniera. Il giardino intelligente sarà – come è ormai consuetudine – il neuroscienziato ed etologo vegetale Stefano Mancuso. Il primo di una lunga serie di ospiti – tra cui la giornalista e blogger Tessa Gelisio, lo scrittore Tiziano Fratus, l’architetto Andreas Kipar e la veterinaria Monica Pais – che animeranno il programma delle due giornate, presentato ieri mattina dall’associazione Ticinum Festival, ospite di Remulass, l’anima vegetale di Ratanà, a Milano. A illustrare gli appuntamenti sono intervenuti Gaetano Zoccali, fresco presidente di Horti Aperti e Carlo Gariboldi, fondatore di Ticinum Festival, che promuove l’evento insieme alla fondazione Horti del collegio Borromeo (rappresentato ieri da Valentina Giacometti che ha portato i saluti del rettore Alberto Lolli) , con il contributo della fondazione Monte di Lombardia, di fondazione Lgh e il patrocinio del Comune di Pavia (con l’assessore Lorenzo Goppa) . Autunno, stagione d’oro «La nostra ambizione è fare di Horti Aperti un luogo d’incontro tra il pensiero scientifico e la conoscenza pratica – spiega Carlo Gariboldi, presidente di Ticinum Festival – . Sul palco salgono alcuni tra i più autorevoli studiosi e divulgatori italiani; tra gli stand si incontrano vivaisti, collezionisti e produttori provenienti da tutta Italia. Horti Aperti nasce proprio per mettere in dialogo questi due mondi. Abbiamo scelto di organizzare il festival in occasione dell’equinozio d’autunno perché è la stagione in cui il giardino ricomincia e si progetta: è il momento ideale per piantare alberi, arbusti e molte piante perenni, nel rispetto dei cicli naturali e delle migliori pratiche agronomiche. È il periodo in cui il giardinaggio guarda davvero al futuro». Orto da coltivare Tra le novità di questa edizione, lo spazio Orto da Coltivare, dove il pubblico potrà partecipare a workshop dedicati all’orto, al frutteto, alle aromatiche e al balcone sostenibile, guidati da Matteo Cereda e Pietro Isolan, tra i divulgatori del verde più seguiti in Italia sui social network. Con loro ci saranno anche Gian Marco Mapelli (l’Amico delle Piante) , Beatrice Bisaglia, ossia Botanic Bea, Francesca Della Giovampaola e Filippo Bellantoni di Bosco di Ogigia, pronti a condividere esperienze e competenze sulla difesa naturale dell’orto, la fertilità del suolo, le tecniche di coltivazione, la cura del frutteto e del giardino. «L’arte e la maniera raccontano i due filoni attraverso cui Horti Aperti produce conoscenza fin dalla sua nascita: il sapere e il saper fare – spiega il direttore artistico Gaetano Zoccali – Il giardino è il risultato di creatività, esperienza, conoscenze botaniche e ambientale. Per questo abbiamo costruito un’edizione che affianca alle conferenze la possibilità di imparare direttamente da chi coltiva. Horti Aperti non vuole offrire ricette preconfezionate, ma aiutare le persone a ragionare su un giardinaggio più intelligente, capace di adattarsi ai cambiamenti climatici».Nasce una nuova rosa Nel corso della manifestazione (domenica alle 11) sarà inoltre battezzata la nuova Rosa Licia Colò, ibridata da Adriana Balzi del vivaio Rose Rifiorentissime di Brescia, che seleziona nuove varietà adatte al clima italiano coltivandole esclusivamente con metodi naturali. È una rosa bianca, dal cuore color burro e un sentore di mirra. Tra gli ospiti di richiamo anche Andreas Kipar, architetto paesaggista e urbanista, fondatore dello studio internazionale LAND, che interverrà sul tema del capitale naturale e del concetto di città Nature Positive, illustrando come il verde possa diventare un’infrastruttura strategica capace di migliorare la resilienza climatica e la qualità della vita urbana. l