Non siamo pronti. Certi numeri, più di altri in questi contesti di record e di estremi, fotografano meglio ciò che sta succedendo nell' Europa bollente. In Germania, dice l’Istituto Robert Koch (RKI) per la salute pubblica, quest’anno ci sono stati 5120 decessi legati al caldo, quasi tutti durante l’ondata di calore di fine giugno, la stessa che ha causato oltre 2000 morti in Francia. Quell’ondata di calore è stata "la più grave mai registrata” sostiene World Weather Attribution che secondo uno studio di attribuzione l’ha definita "praticamente impossibile" senza l'influenza dei cambiamenti climatici. Così, anche per questa influenza, ieri in Spagna a Barcellona si è toccata la temperatura più alta degli ultimi 112 anni: quasi 41 gradi, mentre altre zone della penisola iberica sfioravano i 44. In Francia si è invece nuovamente tornati sopra i quaranta gradi, così come in Pianura Padana si è arrivati a toccare i 39 gradi.
Questa nuova ondata di calore che sta colpendo l’Europa occidentale e centrale, proprio attraverso queste cifre, torna dunque a parlarci confermando quanto ha affermato ieri l’OMS, l’organizzazione mondiale della Salute: non siamo pronti, appunto, a queste nuove condizioni. Tra ospedali al collasso per i ricoveri, blackout, assenze di necessari rifugi climatici e mancanza di pianificazione delle città, abbiamo attualmente troppi pochi mezzi per adattarci e difenderci.







