“Ero in magazzino quando ho sentito cadere un grosso pacco da uno scivolo trasportatore, mi sono voltato e ho visto una vampata di fiamme“. È il racconto di Sonny Salac, 35 anni, capo magazziniere del deposito Bartolini (Brt) di Milano devastato dal maxi incendio divampato nella serata di mercoledì. Una testimonianza che, nelle prime fasi delle indagini, sembra avvalorare l’ipotesi di un’origine accidentale del rogo. Salac, originario delle Filippine, lavora nel centro logistico dal 2008 e coordina una cinquantina di addetti, tutti dipendenti di una cooperativa. È stato tra i primi ad accorgersi di quanto stava accadendo.

“Subito ho preso un estintore – ha raccontato ai cronisti – e ho cercato di spegnere il fuoco ma le fiamme erano troppo alte. Allora ho chiamato tutti e ho detto loro di uscire velocemente. Era mio compito assicurarmi che nessuno si facesse male“. Il suo intervento ha consentito di dare immediatamente l’allarme e di avviare l’evacuazione del personale presente nel magazzino, evitando conseguenze per le persone nonostante la rapidità con cui il fuoco si è propagato all’interno della struttura.

Nel frattempo prosegue il lavoro dei vigili del fuoco, impegnati per tutta la notte e ancora oggi nelle operazioni di bonifica e messa in sicurezza dell’area. I pompieri hanno confermato che è stato dichiarato cessato ogni pericolo, compreso quello legato all’eventuale esplosione delle batterie delle biciclette elettriche custodite nel deposito. Restano in corso le operazioni di raffreddamento di due mezzi che nella mattinata risultavano ancora interessati da piccoli focolai, ma la situazione è ormai sotto controllo.