(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Mfe è un’operazione coraggiosa mai fatta da nessuno. E’ un grande agglomerato di aziende europee che si poggia sulla tv generalista gratuita. Nessuno a parte noi ci aveva mai pensato», sottolinea Berlusconi, aggiungendo che «la tv italiana è il benchmark grazie alla Rai e al fatto che negli anni ci sia stato un editore che non ha mai mollato e ha fatto e fa la differenza». Al contrario, «gli altri broadcaster europei stanno tirando a campare e continuano a disinvestire». Il 2025 è stato «un anno decisivo», sostiene il ceo, ricordando l’anno scorso, di questi tempi, il gruppo era «a metà del guado» con l’opa su Prosieben che si è conclusa a settembre con la conquista di oltre il 75% del gruppo media bavarese.

In merito alla nuova strategia, alla base di tutto ci sono «integrazione e sinergie», poiché bisogna considerare che siamo «tre realtà più altre tre». Per cui, «dobbiamo costruire un’unica realtà più forte completamente integrata e organica». Serve poi una «nuova spinta editoriale per la nuova televisione», il che significa che «ci vuole coraggio», oltre alla «creazione di contenuti realmente crossmediali», spiega Berlusconi. Sul digitale «abbiamo davanti un oceano di opportunità ma anche di rischi», sottolinea il ceo, che avverte: «non dobbiamo copiare i giganti del web, non siamo un fast food internazionale. Noi cuciniamo programmi in diretta, pensati nei singoli paesi e dobbiamo avere prodotti sempre più evoluti pronti a girare su tutte le piattaforme». Quanto alla digital platform europea, «vogliamo creare un nuovo standard premium da portare agli utenti e agli investitori pubblicitari differenziandoci dai giganti del web: vogliamo dare informazioni diverse e certificate».