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Ore 9:30 Israele: «Le truppe non lasceranno il Libano finché Hezbollah non sarà disarmato» Ore 8:00 L'esercito del Bahrein: «Sventati diversi attacchi aerei iraniani» Ore 7:30 L'Iran rivendica attacchi con droni in Bahrein, Kuwait e Qatar Ore 7:15 Teheran: «Gli attacchi statunitensi hanno provocato 14 morti in due giorni» Ore 5:00 Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti completano una serie di attacchi contro l'Iran Ancora alta tensione in Medio Oriente: l'Iran ha lanciato una massiccia offensiva con droni contro le basi Usa in Bahrein, Kuwait e Qatar in risposta agli attacchi statunitensi contro 170 obiettivi militari lungo le coste iraniane, che hanno causato 14 morti. Nel frattempo, si infiamma il fronte libanese: il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha smentito Donald Trump, escludendo il ritiro delle truppe dal Paese finché Hezbollah non sarà disarmato. Ore 9:30 Israele: «Le truppe non lasceranno il Libano finché Hezbollah non sarà disarmato» Il ministro della Difesa di Israele, Israel Katz, ha smentito l'affermazione del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui Israele si ritirerà a breve dal Libano. «Non abbiamo chiesto il permesso a nessuno per entrare in Libano e non ci serve l'approvazione di nessuno per rimanerci», ha dichiarato Katz in una nota ufficiale. «È un nostro diritto, oltre che un dovere, proteggere i residenti della Galilea e tutti i cittadini israeliani dalle minacce esterne». Mercoledì 9 luglio Trump aveva espresso la convinzione che Israele si sarebbe ritirato dal territorio libanese. Questa linea contrasta però con quanto ribadito dal primo ministro Benjamin Netanyahu e da altri esponenti del governo, i quali insistono sul fatto che i soldati non si muoveranno finché Hezbollah non sarà stato completamente disarmato. Ore 8:00 L'esercito del Bahrein: «Sventati diversi attacchi aerei iraniani» L'esercito del Bahrein ha dichiarato che i propri sistemi di difesa aerea hanno «affrontato, intercettato e distrutto una serie di insidiosi attacchi aerei iraniani» avvenuti nelle prime ore del mattino. La nota ufficiale è stata rilasciata dopo che le forze armate dell'Iran avevano rivendicato diversi attacchi con droni contro le basi militari statunitensi nel Golfo, situate in Bahrein, Kuwait e Qatar. Ore 7:30 L'Iran rivendica attacchi con droni in Bahrein, Kuwait e Qatar Le forze armate iraniane hanno annunciato di aver condotto una serie di attacchi con droni diretti contro «basi statunitensi e centri strategici» nella regione del Golfo. I raid hanno preso di mira un sistema missilistico Patriot in Kuwait, un sito radar satellitare di preallarme in Qatar e alcuni depositi di carburante dell'esercito americano in Bahrein. Secondo quanto riferito dai comandi di Teheran, per l'operazione è stato impiegato «un gran numero di droni di vario tipo». I vertici militari iraniani hanno poi aggiunto che le proprie forze armate «non permetteranno in nessun caso che i piani e le ambizioni del folle presidente degli Stati Uniti si realizzino, e difenderanno gli alti ideali della Rivoluzione Islamica fino alla vittoria finale». Ore 7:15 Teheran: «Gli attacchi statunitensi hanno provocato 14 morti in due giorni» Il ministero della Salute iraniano ha dichiarato che negli ultimi due giorni le forze statunitensi hanno colpito cinque province del Paese. Il bilancio provvisorio dei raid è di 14 vittime e 78 feriti. Ore 5:00 Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti completano una serie di attacchi contro l'Iran Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti «hanno condotto un ulteriore ciclo di attacchi in territorio iraniano, con l'obiettivo di indebolire la capacità di Teheran di colpire le navi commerciali e i civili in transito nello Stretto di Hormuz», scrive lo stesso Centcom in una nota pubblicata su X. I raid statunitensi, prosegue il comunicato, «hanno colpito circa 90 obiettivi militari lungo la costa iraniana, tra cui sistemi di difesa aerea, postazioni di sorveglianza costiera, depositi di missili e droni, infrastrutture navali e nodi logistici dell'esercito. Questa nuova ondata segue l'operazione offensiva completata con successo la notte precedente». L'azione, conclude la nota, «è stata intrapresa per far pagare a Teheran il prezzo della violazione del cessate il fuoco, scattata dopo l'attacco iraniano a tre navi commerciali che navigavano nello Stretto di Hormuz».








