Le stime per il 2026 dicono che gli utili saranno pari al totale di tutti i 40 anni precedenti messi insieme. Perché sta succedendo e perché i titoli, in maniera controintuitiva, sono scesi in Borsa

I numeri sono clamorosi e fotografano bene il momento: Samsung Electronics è diventata improvvisamente l'azienda più profittevole al mondo ovvero quella che fa più utili, superando anche Nvidia. Merito dell'attuale boom dei chip per le memorie, trainate dalla richiesta abnorme dei data center per l'intelligenza artificiale. Che da una parte sta mandando in crisi tutta l'elettronica di consumo, con prezzi di smartphone, pc e persino televisori spinti al rialzo e con previsioni di rincari enormi nei prossimi trimestri (persino Apple, un tempo in cima alla catena alimentare del settore, ha dovuto cedere). Dall'altra fanno festa i produttori di memorie, come Samsung, o come aziende quali SK Hynix, Micron, SanDisk e Western Digital che macinano profitti e lievitano in Borsa su quotazioni mai viste.

Il sorpasso su NvidiaQuali sono i numeri di Samsung? Il colosso coreano stima un utile operativo nel secondo trimestre 2026 di 89,4 trilioni di won (circa 52 miliardi di euro o 58,4 miliardi di dollari). Una stima preliminare, con i conti completi che arriveranno a fine mese, ma sufficiente a far capire le dimensioni della fiammata: un anno fa, nello stesso periodo, l’utile operativo era stato di 4,68 trilioni di won, e la crescita è quindi di quasi 19 volte in dodici mesi. Anche il fatturato corre a una velocità anomala persino per il settore dei semiconduttori: 171 trilioni di won, più 129% su base annua. Il confronto simbolico è con Nvidia, l’azienda diventata l’icona finanziaria dell’AI. Nell’ultimo trimestre comunicato, Nvidia aveva registrato 53,5 miliardi di dollari di utile operativo. Samsung, con i suoi 58,4 miliardi stimati, ora la supera. I processori di Nvidia sono fondamentali per l'intelligenza artificiale, ma senza la memoria che vendono i coreani servirebbero a poco. E la fame di memoria è enorme, al punto che i sindacati di Seul hanno strappato all'azienda, dopo aver minacciato lo sciopero, un accordo con un lucrosissimo bonus.