Nel mondo dell’hockey su pista resterà deluso chi aveva pensato a un possibile confronto tra le due "generazioni Uva", papà Daniele tecnico della neo promossa in A2 Rotellistica Scandianese e il figlio Alessandro attaccante del Roller Scandiano, entrambe inserite nel girone sud. Il confronto, però, non ci sarà, perché Alessandro ha deciso di andare a giocare a Matera in A1, ripercorrendo il tragitto inverso di Daniele che 30 anni fa salì al nord da Molfetta. "Lascio Scandiano in tutta serenità - dice Alessandro - giocare in A1 è un’altra cosa. Ho avuto richieste da Matera e Novara e ho deciso per la Basilicata. E’ sicuramente un po’ più scomodo, ma vado per poter giocare di più e a Novara sarebbe stato complicato". Solo scomodo? "Beh, io ho i miei nonni a Molfetta, diciamo un’ora d’auto. Nei giorni scorsi mi sono diplomato e m’iscriverò a ingegneria edile all’università di Bari che cercherò di frequentare". Quest’anno non è andata benissimo, né a lei, né al Roller. I motivi? "Capitano annate sfortunate, le speranze all’inizio erano ben altre. Poi siamo rimasti nove per l’uscita di Busani, poi in otto per il dramma familiare di Roca. Qualcosa si è rotto e non siamo più riusciti a ripararlo". A Matera che squadra troverà? "Un team grintoso che vuole salvarsi, allenato da un ottimo tecnico come Valerio Antezza. Credo che specialmente in casa ci toglieremo belle soddisfazioni, di sicuro non saremo una vittima sacrificale perché in A1 vogliamo restarci".