La prima artista contemporanea ammessa ad esporre nella Città Proibita (cuore di Pechino) ora, quasi ottantaquattrenne, è accolta a Palazzo Reale. Tributo significativo dei concittadini milanesi, attraverso le istituzioni. Maria Cristina Carlini, da domani al 30 agosto sono in mostra le sue "Materie viventi". Due opere monumentali accessibili a chiunque passeggia all’aperto in questo luogo simbolo. Considerando l’attuale disagio termico, più o meno collegato al riscaldamento globale, indirizziamo subito verso il "Bosco"?

"Scultura evocativa in ferro. Sarà esposta nel Cortile d’Onore di Palazzo Reale. L’ho realizzata nel 2012, con 19 elementi disposti a spirale. Architettura labirintica, attraversabile. Alberi ‘inanimati’, senza parvenza di fogliame, incapaci di sopravvivere all’intervento umano sovvertitore e manipolatorio".

Alle spalle del Palazzo, nel minuscolo Giardino (forse l’unico centralissimo spazio alberato), l’altra installazione "Filemone e Bauci", del 2021, evoca un mito?

"L’ha raccontato Ovidio. Celebrando l’umile, anziana coppia che chiede agli dei di morire nello stesso istante. E che esprime l’amore coniugale anche nell’accoglienza del prossimo. Ma il titolo di un’opera viene sempre dopo l’emozione che mi porta a crearla. Prima, mi lascio meravigliare, coinvolgere dall’essenza dei materiali, a cui far trovare nuova vitalità".