L'eurodeputato dopo i voti del Parlamento europeo: l'Ucraina è 'cartina di tornasole' di serietà Ue, la Moldova offre uno 'spaccato della lotta di influenze' in corso in Europa, la Serbia sconta le contraddizioni del presidente Vucic

Con il ritorno di "logiche di rapporti di forza imperiali", l'allargamento dell'Unione europea equivale a "estendere la sua stabilità" al resto del continente. Lo sottolinea Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario del Partito democratico europeo, a margine della plenaria di Strasburgo. Parlando ai microfoni di "Voci dal Parlamento" dell'Adnkronos dopo una serie di voti sui progressi di Moldova, Serbia e Ucraina, Gozi descrive l'espansione dell'Ue come una grande sfida geopolitica e una straordinaria opportunità economica: ogni allargamento passato ha infatti espanso il mercato interno, permettendo a nuovi Paesi di crescere con un vantaggio reciproco per tutti gli Stati membri, ricorda.

I Paesi alle porte dell'Unione, spiega l'eurodeputato e relatore di un rapporto sul tema, non se ne andranno altrove. Di conseguenza occorre lavorare per aumentare la prosperità dei vicini, altrimenti "le loro difficoltà e la loro instabilità verranno a bussare e sfonderanno le nostre porte". Del resto, la stessa Ue fu concepita sin dalle origini come un progetto continentale volto a irradiare pace e crescita: tesi che si rafforza nell'attuale contesto storico, segnato dalla guerra di aggressione russa contro l'Ucraina, dalla crescente assertività cinese, dalle posizioni "molto aggressive" di Donald Trump e dal generale ritorno di logiche imperiali.