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Adriano Arati

Forti fitte addominali unite a fastidi gastro-intestinali durante il secondo giorno del campo estivo della Protezione civile di Reggio Emilia. Poi la corsa al pronto soccorso all’ospedale Santa Maria Nuova. E il sindaco per precauzione chiude tutti i rubinetti pubblici

Ventotto bambini e tre adulti ricoverati per gli stessi problemi gastrointestinali, forse causati dall’acqua di una fontanella. Non si è concluso proprio nel migliore dei modi, con un’intossicazione collettiva e un viaggio al pronto soccorso, il secondo giorno del campo estivo residenziale promosso in Appennino dal Coordinamento provinciale della Protezione civile di Reggio Emilia. L’esperienza collettiva è partita lunedì 6 luglio e ha come base per il pernottamento il borgo di Corneto, nel Comune montano di Toano. Da lì gli oltre centoventi giovani partecipanti si sarebbero dovuto muovere in varie località per attività e esplorazioni. E così hanno fatto martedì 7 luglio, quando il gruppo ha raggiunto a piedi il Castello di Carpineti, una rocca medievale appartenuta a Matilde di Canossa a qualche km di distanza. Come di consueto, il pranzo era al sacco, preparato al mattino.

I dolori e il viaggio in ospedaleAl ritorno a Corneto a metà pomeriggio, tanti ragazzi e alcuni educatori iniziano ad avere problemi, forti fitte addominali unite a fastidi gastro-intestinali. Alle 17.30, i coordinatori del campo hanno avvisato il 118, sottolineando il numero elevato di soggetti coinvolti. In totale, si parla di ventotto giovanissimi da gli 8 e i 13 anni di età, e di tre educatori adulti. A Corneto sono arrivate le ambulanze dei comitati della Croce Rossa Italiana di Carpineti e Toano, che hanno allestito una piccola struttura mobile nel campo sportivo, e diverse pattuglie dei carabinieri. Nel frattempo, è stata chiesta la disponibilità di un pullman che potesse portare tutta la comitiva al pronto soccorso dell’ospedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia. Il mezzo è stato fornito dalla rete regionale Anpas, che raduna le pubbliche assistenze emiliano-romagnole. I trentuno camminatori alle prese con i vari sintomi sono stati caricati sul veicolo assieme ai sanitari e condotti in città, seguiti da un’ambulanza pronta a intervenire alla bisogna. I volontari Cri sono rimasti a Corneto per altre ore, come presidio sul posto nel caso fossero emersi problemi sanitari in altri ragazzi o adulti.